Io ho una strana fissazione. Cioè, a dire la verità, ce ne ho più di una.
Ma una abbastanza importante, è quella che non mi convince MAI a liberarmi di niente.
Io conservo di tutto.
Dalle carte delle caramelle, alle vecchie confezioni di cartine. Pacchetti di sigarette vuoti, scarabocchi, vecchi biglietti di concerti o di viaggi.
Vecchi volantini, vecchi flyer, fotocopie e documenti stampati inutili.
C’è qualcosa dentro di me, che mi convince che prima o poi, queste cose torneranno utili, ma nella realtà non è quasi mai cosi.
E il brutto è, che mi ci affeziono.
Sono pure un tipo disordinato, quindi alla fine mi ritrovo pile di cartacce sparse per tutte le stanze che abitualmente frequento.
Solo qualche volta, ho dato ‘una ripulita’, ma la sofferenza è stata grandissima.
Anche nel mio portafogli, sono pieno di tessere di associazioni culturali, tessere di pub, biglietti da visita di chi, non so, vecchi scontrini del bancomat.
Roba che se dovessi sparire domani mattina, chiunque riuscirebbe a ricostruire la cronologia della mia esistenza in un attimo. In alcuni punti, anche ora per ora.
E’ cosi anche per gli abiti. Ho delle magliette macchiate, vecchie, scolorite e ‘sgarate’. Con i buchi e le macchie di candeggina sparse qua e là..
Eppure ancora le infilo.
Quella povera donna di mia madre, è dunque costretta a liberarsi delle mie cianfrusaglie, più di una volta. Ma di solito quando non sono in casa, o non sono vigile.
Avevo una camicia a quadri a 16 anni. E quanto mi piaceva, Dio solo lo sa.
Aveva una tonalità sul verde, ed era di cotone buono. Non di flanella. Usavo le camice a quadri allora.
Una bella mattina, dopo circa una settimana che non trovavo più la suddetta camicia, ne vedo una buttata dentro un’auto. Un’auto che io non avevo mai visto. Usata a 'mo di straccio per pulire il grasso del motore.
Ne ho dedotto che fosse lei, perché un’altra delle mie camice a quadri, era finita nello scatolone dell’officina di mio padre, per lo stesso utilizzo. E nessuno mi ha mai avvertito prima.
Un’altra volta, passo davanti ai cassonetti della spazzatura. E ti vedo quasi tutta la mia vecchia collezione di riviste metal. Che sono comodissime quando vai al bagno, e leggi i vecchi articoli, ricordando i passati fanatismi. Ci scopri pure un sacco di cd, che non ti sei mai cagato prima.
Ora sono carta da macero.
Avevo una maglietta dei Misfits. Quando ero piccolo, mio fratello tornando dagli Stati Uniti, mi aveva portato la maglietta dei Misfits.
Che per me, era solo una bella ‘maglietta nera coi mostri’, ma con il tempo ha assunto il suo reale valore.
Era bellissima, con tutte le sue tonalità verde pistacchio e viola. Con un sacco di gente disegnata sopra in bianco. Ricordo che aveva un buchino, proprio in faccia ad una specie di lupo mannaro disegnato sopra. L’ho messa per circa un dieci/tredici anni forse. No tutti i giorni, ovviamente, ma spesso.
Solo ultimamente la indossavo meno, per paura che potesse rovinarsi troppo, e diventare inutilizzabile.
Un giorno non la trovai più. So che c’è lo zampino di mia madre anche li. Anche se non ne abbiamo mai parlato apertamente. Mi è bastato immaginare il'eventuale dialogo:
-“ Mamma, dove sta la mia maglietta dei Misfits?”
- “E chi cazzo so i Sminfi?”
Una sofferenza troppo grande, che non avrei potuto sopportare.
Comunque, se vedete una maglietta usurata dei Misfits, con un buchino davanti ad altezza 'psudo lupo mannaro’ sappiate che è la mia, e la pretendo indietro...