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A casa mia è arrivata da circa un mese, una nuova gattina.
Il suo nome è "Samba" (o "Simba" o "Sgorbio", insomma chi arriva la chiama come vuole).
Quando è arrivata, pensavo potesse soffrire del distacco dalla mamma e dai fratellini e sorelline.
Invece sembra che abbia superato il trauma abbastanza bene.
Eccola qui in alcuni scatti che la ritraggono durante una sua 'giornata tipo' :

Credo che sarebbe il caso di ridefinire il concetto di 'animale da compagnia'.....
E pensare che io fatico a trovare lavoro.
Se lo rimetto io con Photoshop, poi mi prendono a lavorare?
“Impossibile rimuovere il file. Controllare se il file sia attualmente in uso o protetto da scrittura”
“Impossibile mettere il file in quarantena”
“Impossibile ripulire il file. Potrebbe essere protetto da scrittura”
“Vuoi maggiori informazioni sul file?”
Allora, non è che a questo mondo siamo tutti dei smanettoni da PC. Io faccio uno scan completo una volta alla settimana.
Come più o meno tutti quelli che giorvacchiano in internet.
Delle volte chiudo pure tutti i programmi in uso, per permettergli uno scan bello, preciso ed efficace.
E lui mi viene a dire che un Trojan, si è inserito nel mio computer, e che non può farci nulla?
E che alla fine è consigliabile provare almeno a rimuovere il file manualmente?
Come si dice a Roma… “McAfee…. Mavattelapiànderc**o, va!…"
P.S. Il fatto che il virus abbia infettato il mio PC su un sito di OFFERTE DI LAVORO, e non come nella più classica delle ipotesi su un sito PORNO, dovrebbe indurci a diverse riflessioni…
A Roma, ultimamente è esplosa la festa della musica. L’amministrazione della Città Eterna, sembra aver disciolto una serie di dubbi ed incognite sul mondo del rock, e decide a sorpresa di riempire gli spazi estivi romani con performance di grandi artisti internazionali.
Parallelamente a questo, ci sono anche altri appuntamenti musicali, assai rilevanti, anche se non rientrano nel programma del “Roma rock Festival”.
Uno di questi, era lo storico ritorno in Italia dopo due anni degli Iron Maiden, e a Roma dopo non so quanto tempo. Nello stadio olimpico adibito a teatro musicale, i fantastici vecchietti del metal, scelgono come special guest, un’altrettanto band storica, i Motorhead.
Da menzionare la presenza di altri raccomandati (vedi Lauren Harris) e non (Mastodon e Machine Head), che però, per quanto riguarda il sottoscritto, non danno e non tolgono nulla alla giornata..
Sembra che il caldo e la birra stiano avendo la meglio sul sottoscritto, quando il frullatore Motorhead inizia a girare. Ma dopo pochi minuti, l’elettricità che entra nelle vene, riesce a dare uno scossone niente male anche ai culi più appesantiti presenti allo stadio.
Assistere ad uno show dei Motorhead, senza avere almeno tre birre nello stomaco, è come andare al mare in giacca e cravatta. Ci sei, ma non te lo godi.
Niente può essere paragonato alla scanzonata voglia di divertimento che solo uno show dei Motorhead sa dare, alla potenza alcolica del loro riffing, alla screanzata noncuranza nell’esecuzione dei brani, che fa però, da vero e proprio dogma per la band di Ser Ian Lemmy Von Kilminster ( più semplice mente “Lemmy”… per quelli che amano i fumetti, praticamente “Lobo” in carne e ossa).
I Motorhead si sa, non hanno mai fatto troppo caso alla tecnica, all’esecuzione, all’evoluzione musicale, ma pur clonandosi in continuazione, dopo 30 anni, riescono ancora a far divertire il loro pubblico, ed a farsi amare pressoché da chiunque, ed in qualunque stagione della vita.
Il vero patto con il diavolo è il loro, senza dubbio. Pur portando uno show non troppo lungo, risultano comunque sempre senza macchia, e senza nessun calo. Poderosi, davvero.
Avrei avuto piacere di spendere parole d’oro anche per i Maiden, quelli che dovevano essere dei veri e propri eroi nel Bel paese. Tra tutte le band i Maiden godono di una amore, qui in Italia, senza pari. Giovani, vecchi, grandi, piccoli, capelloni, impiegati, ingenieri, e pulicessi. Gli Iron Maiden hanno il pubblico più vasto e caloroso della serata, ma a quanto pare non sembrano ripagare con la stessa moneta. Al Gods of Metal di Bologna, di due anni fa, quando ho visto gli Iron Maiden, avrei giurato che fossero una delle ultime vere rock band rimaste sul pianeta terra. Quelli di ieri sera, invece, sembrano soltanto una visione sfocata ed ombrosa dei Maiden del 2005.
Vabbè, l’età… anche loro iniziano ad avere i loro bei 30 anni sul groppone, ma la svolta prog che i Maiden cercano di dare alle nuove canzoni, snatura, stona ed appare totalmente fuori luogo, sia rispetto alla vera anima di Eddie, che rispetto a come il rock si sia evoluto dal ‘70 a oggi.
I fans vogliono sentire le grandi hit del passato, hanno voglia di applaudire, di fare i cori, di cantare, ma la band di Steve Harris, continua a torturare i testicoli dei presenti con i brani dell’ultimo album, scialbi, mosci e infinitamente lunghi. Una delusione. E chi mi conosce sa, quanto possa per me essere difficile e doloroso dire queste cose dei Maiden.
Bruce Dickinson, si lancia in un monologo che sembra avere cadenze elettorali, tanto è lungo. Apre un libro, ride… ma è chiaro a tutti che prende tempo. Nicko McBrain, sembra addirittura in difficoltà acustica in almeno due pezzi, ma questo forse è da attribuire più al luogo che alla bravura del musicista stesso.
In ogni caso, le emozioni migliori, i Maiden ce le regalano durante i brani storici ed alla fine dello show (ben più corto di quello di due anni fa), dove “Hallowed by the name” commuove per l’ennesima volta i miei padiglioni auricolari.
Maiden sottotono dunque, Motorhead alle stelle. Alla fine di tutto sono ancora ubriaco, e senza aver mangiato nulla. Mi piazzo un mattone sullo stomaco a forma di panino e vado al letto. Inutile dire che lo show più lungo è stato il mio, notte in bianco e stomaco sottosopra.
Vabbè, i Motorhead e gli Iron Maiden hanno 30 anni carriera alle spalle, ma pure io, mica sono più un ragazzino…
Dopo essermi allontanato da voialtri per un bel po di mesi (lontananza che credo abbia giovato più a voi, che a me), oggi riesco a scavarmi 5 minuti per dire come stanno le cose.
Non che abbia deficit di 5 minuti sparsi, ma se a ottobre il mio blog pullulava di buoni propositi, oggi il fancazzismo dilaga.
Posso dire con orgoglio che il campionato spagnolo è finalmente finito, e con lui anche il momentaneo impiego. Ormai sono costretto alla disoccupazione a tempo indeterminato.
E, peggio ancora, c’ho la mamma alle calcagna che mi vuole vedere con la cravatta, impiegato dentro a qualche filiale di banca.
Perché cosi potrà dire al mercato “…eeehhhhh si, mio figlio lavora in banca, lavora…” come se oggi fosse qualcosa di ambito.
Lei ha una visuale che credo rasenti il 1945 /47.
In tutto ciò, i diverbi personali si accumulano. Persone che ti fanno arrabbiare, altri che dovrebbero pagare e non pagano, qualcuno che ingrandisce i sentimenti, altri che li sminuiscono. E poi gruppi.
Gruppi e gruppi.
Suono con chiunque abbaia voglia di suonare con me, ma il trasporto se ne è andato a cagare da tempo. Come mio solito combinerò un gran casino, sempre per paura di dire “no” a chicchessia.
Ma si scrive cosi “chicchessia”?